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sabato 24 ottobre 2015

mattacchioni americani, russi, norvegesi,..

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giovedì 10 novembre 2011

To be continue: il lungo percorso

[segue AUTOMA-AZIONE] il lungo percorso, partito dalla pantomima e dal gioco dei ruoli per approdare al ragionamento matematico prima sull’ordinamento a poi sulla proporzione tra misure, è staro caratterizzato da attività motoria per la drammatizzazione e attività grafico-pittorica per la realizzazione dei cartelloni, dei disegni e di un libretto che ha raccolto tutti i lavori individuali. Di seguito riporto uno stralcio particolarmente significativo del percorso.
10 novembre 2011

La sagoma di Babbo Orso grosso grosso è stata realizzata dai bambini delineando il contomo dì uno di loro steso su un grosso foglio di carta staccato da un rotolo di sottoparato.
Il compito successivo è la realizzazione della sagoma di Mamma Orsa. 
Maestra: Come possiamo fare a essere sicuri che la sagoma di Mamma Orsa sia la metà di quella di Babbo Orso?  
Francesca: Se spacchi Babbo Orso viene la metà e fai Mamma Orsa; se spacchi Mamma. Orsa viene la metà e fai il piccoletto; se spacchi il piccoletto viene la metà.., però per spaccare il piccoletto ci vogliono le manì soffici!

Maestra

Maestra: Ma che significa spaccare a metà?
Apro un pacchctto di crackers e faccio una serie di prove staccando dci pezzi. ..

Maestra: Così va bene?
Antonio: No, è piccolo (riferendosi al pezzo chc ho staccato)
Francesca: No, perché devono essere uguali
Maestra:
Maestra: Dove devo spaccare per fare la metà?
Mentre Antonio mi indica il tratteggio al centro del biscotto.,.
Vittoria: Al centro! 
Per essere certa di svolgere attività significative per lo sviluppo dell’intelligenza critica del bambino, mi aggancio a elementi che appartengono già al suo vissuto, in tal modo l’apprendimento, prima sociale e poi individuale, viene generato dall’elaborazione attiva, dalla comprensione, confronto, valutazione e interazione di più fonti di informazione.
Una parte dei bambini propone di tagliare a metà Babbo Orso. 
Francesca: A noi dispiace ramperlo!!
Maestra: Possiamo trovare la metà senza tagliare Babbo Orso?
Vittoria: Dobbiamo misurare come ha fatto mio padre che ha misurato la cucina dei nonno
Maestra: Come ha fatto?
Vittoria: Ha. misurato... Forse con le mani (Non si è resa conto che probabilmente il padre avesse un metro)
Maestra: Ok, misuriamo con le mani 
Dopo molti tentativi i bambini scoprono che con le mani non si riesce a misurare: le mani si muovono e loro non riescono a coniare le manate, sono troppe, si dimenticano a quanto sono arrivati ... E troppo difficile!!! 
Francesca: Ci vuole una cosa che non si muove 
Propongo di utilizzare i pennarelli, così alla fine Babbo Orso misura 8 pennarelli di altezza, Mamma Orsa dovrà misurare la metà. 
Giovanni inizia a disporre i peonarelli uno dietro l’altro e al quarto pennarello... 
Checco: Basta così, sei arrivato alla metà 
Probabilmente qui Checco sì riconduce all’esperienza fatta con i crackers.
Maestra: Ouanti sono la metà dei pennarelli?
Vittoria: 6
Francesca: No.
Maestra:
Maestra: Guarda e tocca quando conti gli oggetti
Vittoria: Sono 4. Ma nessun bimbo misura 4 pennarelli, come facciamo a fare la sagoma di Mamma Orsa?
Maestra;
Maestra; Prima di fare la sagoma dì Mamma Orsa dobbiamo essere sicuri che 4 è la metà di 8, come possiamo controllare?
Vittoria: Li mettiamo vicino così (Propone di fare una corrispondenza) 


[to be continue?]

Automa-azione

In sostanza, è il modello cino-giapponese di stalag per la scuola, modello universale di società autoritarie, non-liberali - efficentiste. In italia...
Piccoli robot crescono
ovvero, il grottesco come key chiave di lettura di una Esperienza di ricerca-azione per lo sviluppo dell'intelligenza critica
[zoomate sulle immagini per leggere bene]
10 novembre 2011

L'ipotesi che un pensiero proporzionale sia presente in bambini di 4 anni, può sembrare ardita; tuttavia le mie esperienze di ricerca-azione mi inducono a formularla e a riconoscerne le radici psicologiche in una sorta di “bisogno di equità”, che è quel bisogno di giustizia e di libertà su cui ognuno — e i bambini in particolare — fonda le radici delle proprie certezze.

 Da qui nasce il “costrutto di equità’” che è appunto la costruzione empirica, legata al bisogno, della relazione tra due variabili, dove al mutare dell’una muta per riflesso anche l’altra
 (E' giusto che la tazza di Babbo Orso si.a più grande di quella dell’Orsetto perché Babbo Orso è più grande).

D’altra parte, secondo Hawkins, l’attitudine a trovare strutture per dominare la complessità dell’esperienza con il pensiero è connaturata alla natura umana; esercitata fin dalla prima infanzia, è perfezionata e resa più potente con la formalizzazione matematica. Se si assume questo punto di vista si può immaginare che la “proporzionalità diretta”, prima dì formalizzarsi come struttura numerica, rappresenti una stralegia cognitiva naturalmente messa in atto dai bambini per interpretare, organizzare, analizzare, rappresentare e dare senso a quanto accade sotto i loro occhi.

 Tra le tante 
evidenze sperimentali raccolte negli anni, particolarmente significativa mi sembra l’attività che nasce dalla lettura della fiaba “Riccidoro e i tre orsi” che qui voglio condividere.
Leggo la storia nella mia classe di 18 bambini di 4 anni, accompagnando il linguaggio verbale a quello mimico-gestuale in modo tale che da questa attività scaturisca facilmente una pantomima, in cui ogni bambino possa mimare e drammatizzare i ruoli di tutti i personaggi, modulando anche il tono della voce a seconda della grandezza! personaggio da rappresentare; Babbo Orso grosso grosso, con una voce grossa grossa; Mamma Orsa grossa la metà, con una “oce grossa la metà (Rosatia; Cioè noonale”) e l’Orsctto piccolo piccolo, quanto la metà di Mamma Orsa, con una voce piccola piccola. 
Adotto queste strategie proprio perché sono convinta del fatto che comprensione e motivazione siano strettamente legate a situazioni di apprendimento attivo; lo sforzo cognitivo richiesto non solo deve essere consono alle effettive capacità mentali del bambino ma deve essere risonante con i suoi bisogni, così da stimolare emozioni positive legate all’esperienza che sta facendo. L'ambiente adatto è quello di tipo socio-costruttivo descritto da Barlolini Bussi (2008). 

[to be continue]

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