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giovedì 12 gennaio 2017
venerdì 11 marzo 2016
il testo e il libro
Se tornassi indietro, ab initio ((lat.) (dir.) dal principio.), terrei il Ferrauto come testo, non come libro ma come...
Posted by Orazio Converso on Friday, March 11, 2016
venerdì 16 ottobre 2015
il quarto quesito
sara-mica-matematica-? (sto scrivendo questo testo a commento dell'arte in oggetto)
posso dire dunque dunque che per me la matematica (a scuola) non può essere questo; anche se la mia settimana enigmistica è attiva, personalmente, non infliggerei a dei ragazzi la tortura di questioni enigmatiche...
ma, diranno i miei piccoli/grandi lettori, e se la matematica fosse proprio questa? no, la matematica è "anche" questa, ma a scuola dev'esserne solo una piccola parte.
la matematica è una scienza umana come tutte le altre, non strumento con la scusa che è un pò dovunque ad operare: e neanche vuoto racconto, intrattenimento depotenziato, daccordo; storia e vita della matematica possono stare a scuola nella disponibilità di tutti, con il privilegio di chi ne è lontano di stare in prima linea - gli altri e le salmerie seguiranno, devono seguire, senza spingere prego! per andare avanti c'è posto al tempo giusto.
la scuola delle società liberali deve fondarsi sulla eterogeneità dei fini, sulla democrazia dell'istituzione che prepara la piattaforma su cui si edifica il mondo.
ci sarà tempo per differenziare, specializzare, focalizzare i diversi percorsi; ora, qui, il sapere è tutto in uno, e uno per tutti, è la ragione sociale dell'individuo libero e sul gruppo deve poter contare per dirimere e associare..
ps.
allo Stato solo il compito di fare largo all'iniziativa e garantirle spazi insaturi di morte prematura, com'è la scuola pubblica se è statale.
giovanna ha detto...
Bentornato Sarà mica, prof!
Carini carini i tre quesiti, credo siano graditi anche ai raga :-)
Vado subito a segnalare sul nostro blog.
Il quarto quesito è valido anche per i miei alunni ;-)
grazie, buone soluzioni a tutti
g gio14 ottobre 2015 20:11
posso dire dunque dunque che per me la matematica (a scuola) non può essere questo; anche se la mia settimana enigmistica è attiva, personalmente, non infliggerei a dei ragazzi la tortura di questioni enigmatiche...
ma, diranno i miei piccoli/grandi lettori, e se la matematica fosse proprio questa? no, la matematica è "anche" questa, ma a scuola dev'esserne solo una piccola parte.
la matematica è una scienza umana come tutte le altre, non strumento con la scusa che è un pò dovunque ad operare: e neanche vuoto racconto, intrattenimento depotenziato, daccordo; storia e vita della matematica possono stare a scuola nella disponibilità di tutti, con il privilegio di chi ne è lontano di stare in prima linea - gli altri e le salmerie seguiranno, devono seguire, senza spingere prego! per andare avanti c'è posto al tempo giusto.
la scuola delle società liberali deve fondarsi sulla eterogeneità dei fini, sulla democrazia dell'istituzione che prepara la piattaforma su cui si edifica il mondo.
ci sarà tempo per differenziare, specializzare, focalizzare i diversi percorsi; ora, qui, il sapere è tutto in uno, e uno per tutti, è la ragione sociale dell'individuo libero e sul gruppo deve poter contare per dirimere e associare..
ps.
allo Stato solo il compito di fare largo all'iniziativa e garantirle spazi insaturi di morte prematura, com'è la scuola pubblica se è statale.
giovanna ha detto...
Carini carini i tre quesiti, credo siano graditi anche ai raga :-)
Vado subito a segnalare sul nostro blog.
Il quarto quesito è valido anche per i miei alunni ;-)
grazie, buone soluzioni a tutti
g
sabato 10 ottobre 2015
Scuola di stato
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Visualizzazioni di pagine per sistema operativo, cioè non sono "persone" che seguono questo blog, giusto?
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mercoledì 13 febbraio 2013
Dal calcolo alla simulazione
Ora vogliamo mettere “in pratica” quanto approfondito dal punto di vista teorico e per fare questo ci avvaliamo del software Rhinoceros e del suo editor di programmazione Grasshopper}.
{[Sherry Turkle (Calcolo e simulazione)] le relazioni che le persone hanno con i computer e di come tali relazioni vanno modificando profondamente il modo in cui pensiamo e sentiamo}.
Ci sono stati grossi cambiamenti in quel che i computer fanno "per" noi e in quel che fanno "a" noi.
Ci siamo abituati alla "tecnologia opaca", siamo stati, dice Turkle, "sedotti dall'interfaccia".
Riflettere sul nostro rapporto con la tecnologia significa riflettere sulla nostra natura umana.
Il computer è un oggetto evocativo che provoca la rinegoziazione di vecchi confini tra ciò che è reale e ciò che che non lo è; tra astrazione e concretezza, tra umano e non-umano.
Oggi l'informatica ha poco a che fare con il calcolo e le regole; abbiamo a che fare più con la simulazione, la navigazione, l'interazione; l'immagine del computer come macchina da calcolo è diventata eccentrica e datata.
Non è più necessario avere dimestichezza con la programmazione per usare il computer.
Dalla cultura moderna del calcolo si è quindi passati alla cultura post-moderna della simulazione.
Appena dieci-quindici anni fa, la gente si stava appena abituando all'idea che il computer potesse proiettare ed estendere "l'intelletto" della persona.
Oggi si va affermando il concetto che il computer sia in grado di estenderne la "fisicità".
Dal computer "logico" siamo passati al computer "bio-logico".
Infatti, la tradizionale distanza tramacchine e persone è diventata più difficile da mantenere, perchè gli esseri umani diventano sempre più interconnessi con la tecnologia ed è quindi sempre più difficile stabilire nettamente che cosa sia umano da che cosa non lo sia.
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