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venerdì 26 aprile 2013

gli insegnanti di sinistra nel mitico '68 predicando



    Non solo contro una funzione politicamente conservatrice si rivoltarono gli insegnanti di sinistra nel mitico '68 predicando il "rifiuto del ruolo", ma contro un vuoto che avevano percepito prima degli altri. Chi si adoperò per riempirlo di contenuti politici (di segno opposto naturalmente a quelli che si pensavano "voluti dal sistema"); chi scelse di mostrare il "re nudo", rinunciando ad ogni autorità  perchè non c'era nulla a sostenerla; chi sognò di poter sostituire all'insegnante qualcosa  che in fondo era abbastanza simile alla classica figura del "maestro": non un ruolo, cioè, ma un uomo, con la sua maturità e la sua personale cultura. Fosse pure ciascun insegnante a suo piacere sociologo oppure studioso di storia o magari matematico o, perchè no, pittore; al momento opportuno il suo gusto per la ricerca e la sua simpatia umana avrebbero saputo fargli trovare le tecniche adatte e, in ogni caso egli avrebbe saputo comunicare agli altri il senso della cultura. **  [Il piccolo Rifugio Charpoua, ai piedi dell'Aiguille Verte e del Dru.]
** grandi frane nel 1997, 2003 e 2005 hanno cancellato la maggior parte di questi percorsi, ad eccezione di quelli al muro all'estrema sinistra. Una nuova verginità per la parete ovest del Dru. Purtroppo, gli alpinisti dovranno attendere diversi decenni prima che la roccia..
 Utopia certo, anche se generosa, quella di pensare a 700.000 persone colte sparse nella scuola italiana.
Paola Ciambruschini
[Notariato] La Commissione permanente dell’Unione Matematica Italiana afferma che: «L’educazione matematica deve contribuire, insieme con tutte le altre discipline, alla formazione culturale del cittadino, in modo da consentirgli di partecipare alla vita sociale con consapevolezza e capacità critica. Le competenze del cittadino, al cui raggiungimento concorre l’educazione matematica, sono per esempio: esprimere adeguatamente informazioni, intuire e immaginare, risolvere e porsi problemi, progettare e costruire modelli di situazioni reali, operare scelte in condizioni d’incertezza. La conoscenza dei linguaggi scientifici, e tra essi in primo luogo di quello matematico, si rivela sempre più essenziale per l’acquisizione di una corretta capacità di giudizio. In particolare, l’insegnamento della matematica deve avviare gradualmente, a partire da campi di esperienza ricchi per l’allievo, all’uso del linguaggio e del ragionamento matematico, come strumenti per l’interpretazione del reale e non deve costituire unicamente un bagaglio astratto di nozioni».

domenica 11 marzo 2012

Disgustosa, bestiale, breve

Le due culture, Charles S-now, pag.51 - [1960] -
Non è questo il problema principale della rivoluzionbe scientifica.
Il problema principale è che coloro che vivono in paesi industrializzati
diventano più ricchi, mentre quelli (..)
La vita, per la stragrande maggioranza dell'umanità,
è sempre stata disgustosa, brutale e breve.

N
ei paesi poveri, essa è ancora così.

Dunque dal 1971 in quarant'anni (40, leggasi quaranta, ma anche cinquanta dice Snow) non è cambiato nulla! .. malgrado la mitica Scuola Pubblica Statale Italiana, seconda azienda pubblica al mondo per numero di addetti dopo l' U.S. ARMY. O meglio ... 1971_2011

Proponiamo delle buone domande. Facciamo una cosa: leggete questi dati ai vicini di casa, di casa, e di scuola, e vediamo se cadono dalle nuvole.
- un milione di insegnanti, segretari, bidelli [dati freschi: (724.000 + 230.000)+ 41000].



esclusivo
DIDATTICA DELLE 150 ore: senza esclusioni 04/mar/2012 _71 Visual.pag_ 1976



Altre domande: le nuove agenzie della formazione di massa
Giggi er bullo [San Toro e il suo pard er fatto (un fattone, direbbero alla garbatella, quotidiano)]
Il cretino di talento ["Chi non lavoraaa / Non fa l'ammoreee" (autunno caldo 1969 -2012)]
Maria La Filippa [il maschione]: responsabile della formazione di milione di donne ben oltre la sua mission aziendale di riferimento, le shampiste. E' una professionista.
Chi cazz' l'ha visto [la maschietta]: piglio da tenutaria (a Figarezza, secondo A.Delfini) fa da collegamento con le truppe del pomeriggio che lavorano ai fianchi le signore del popolo che fanno la calza sotto la ghigliottina.
Landini [ini, ini, ini] ingrassa e farà presto Alì Landroni, è nu veru Babà: insidia la scena a Crozz i' muurt [un maestro di penzziero, 'Vitti 'na crozza'], allo stesso Giggi, alla Famiglia Guzzandi-grandi-uzzolandi.
to be continue

lunedì 7 novembre 2011

Censimenti e/o Asini

Vorrei alludere al lavoro che insegnanti di vaglia in questi trenta anni hanno svolto nelle scuole italiane.
Lavoro, come si vede confrontando le date 981-011, completamente inutile: diciamo vano?
Per vari motivi, ma già ben evidenti nella impostazione originale (vedi Marcella Bacigalupi del 1979!) 

anno zero Censimento e viaggio a dorso d'asino:A passo d’asino ci vogliono quattro giorni per attraversare la verde pianura..
 [http://www.collevalenza.it/Pres0013.htm]


1981 Censimento e asini 
[2011/10/2011-riepiloghi-decennali.html]


2011 Altri asini  
 il 68,2% della popolazione, pari a 39.146.400 unità
[2011/11/allarmi-siam-turisti.html]



La contestazione radicale di Emma Castelnuovo al sistema scuola è andata persa, diluita in una serie di emulazioni che perdevano, e perdono tuttora, man mano la sostanza del suo lavoro scolastico di confutazione attiva di ogni routine, per quanto virtuosa. La scuola ha recepito i suoi "programmi", accettato i suoi libri, assunto spesso delle sue pratiche (anche nei corsi di aggiornamento laboratoriali), ma non ha fatto sua la lezione di rottura del compromesso sociale di separazione del lavoro d'élite dal lavoro di massa - ora che la globalizzazione ed il digitale richiederebbero delle scelte radicali.
Cito:
"Alla fine del liceo, ad  esempio, si è arrivati a studiare derivate e integrali e altre operazioni matematiche complesse ma se non si fanno professioni collegate a statistica o economia, se non si è bancari, commercialisti o ingegneri che ne rimane in età adulta? Nozioni, se va bene, da terza media. "
I grotteschi programmi - e le pratiche di lavoro scolastico - sono pensati e praticati tuttora da chi pensa che l'Italia abbia bisogno di più ingegneri/tecnici e meno di letterati/comunicatori senza pro-porsi neanche la questione delle due culture di cinquantanni fa!! |*
E non dico della cultura di rete e del digitale, che vengono degradate per ignoranza a questioni puramente tecnologiche e speciali.

Domanda diretta: trent'anni e la scuola non incide sulla formazione della gran maggioranza degli italiani, è un caso?

*| Federico Pelizzi:
http://didattica.spbo.unibo.it/bibliotime/num-iv-2/pellizzi.htm
«Bibliotime», anno IV, numero 2 (luglio 2001)

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